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I TEATRI DI PESARO LUOGHI DI CREAZIONE ARTISTICA CON “RAM. RESIDENZE ARTISTICHE MARCHIGIANE”: GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO ALLA SALA DELLA REPUBBLICA “CANTIERE APERTO PER IL NUMERO ESATTO” DI FABIO PISANO

 I Teatri di Pesaro si confermano luoghi vivi e accoglienti per la creazione artistica ospitando in questi giorni alla Sala della Repubblica del Teatro Rossini – nell’ambito di RAM – Residenze Artistiche Marchigiane, progetto nato dalla volontà della Regione Marche che lo ha finanziato con il MiC ed attuato da AMAT con il Comune di Pesaro – la residenza di creazione de Il numero esatto, regia di Martina Badiluzzi e drammaturgia di Fabio Pisano.

Al termine della residenza, la compagnia apre le porte della creazione al pubblico giovedì 19 febbraio alle ore 19 con Cantiere aperto per Il numero esatto, ingresso gratuito.

Il numero esatto – testo pubblicato nella collana teatrale bettiana, per Bulzoni editore, risultato finalista della 57^ edizione del Premio Riccione per il Teatro, vincitore del Premio Ugo Betti per la drammaturgia, nel 2024 – è una sorta di viaggio di Alice (questo il nome, ovviamente non casuale, della protagonista) nel mistero via via più fitto della propria nascita.

«I fatti di cronaca che hanno ispirato la scrittura de Il numero esatto – racconta Martina Badiluzzi – sono la questione da cui cominciare. La storia in sé si presta alla più becera moralizzazione, in campo ci sono argomenti spinosi per la nostra opinione pubblica. La gestazione per altri, la maternità surrogata, l’utero in affitto sono modi per parlare della stessa cosa e quando si parla “dei bambini” è facile cadere nella tentazione di avere un’opinione semplicistica. La genitorialità soprattutto quando riguarda una donna è questione pubblica più che privata. Questa drammaturgia riflette, in maniera cruda e delicata insieme, su cosa significhi per una donna essere centro del dibattito pubblico in quanto madre e le conseguenze estreme di questo senso del dovere».

«Il numero esatto – prosegue Fabio Pisano – è una drammaturgia scritta a partire da un fatto di cronaca realmente accaduto; racconta di Alice, che a vent’anni apprende di non essere figlia di sua madre; Alice a vent’anni apprende di essere figlia biologica di una donna, di essere stata partorita da una gestante e cresciuta per il primo anno di vita, da una tata; Alice a vent’anni si sente in un pozzo; ha bisogno di sentire le voci, le voci delle donne che hanno a che fare con la sua nascita; ma la ricerca si scontra con una donna senza desideri e soprattutto con la guerra, la guerra che ha invaso – poco dopo la sua nascita – la città in cui è nata e che sarà decisiva, nella sua ricerca. E saranno decisive le voci di ogni donna, voci che non le faranno capire nient’altro che s’è sempre figlie di qualcuno. O di qualcosa».

Gli interpreti dello spettacolo – un progetto di Liberaimago, produzione Teatro di Napoli – sono Alessandra Borgia, Francesca Borriero, Anna Carpaneto, Federica Carruba Toscano, Giulia Weber.

 

 

 

 

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“COSMOS” INCANTA URBINO: VENERDÌ 20 FEBBRAIO AL TEATRO SANZIO UN VIAGGIO TRA DANZA, LUCE E IMMAGINAZIONE FIRMATO EVOLUTION DANCE THEATER

Spazio alla danza venerdì 20 febbraio al Teatro Sanzio di Urbino con Cosmos di Evolution Dance Theater, straordinario e immersivo viaggio attraverso mondi sconosciuti, in cui scienza e comprensione cedono il passo all’immaginazione. Cosmos – proposto nella stagione teatrale realizzata dal Comune di Urbino e dall’AMAT, con il contributo della Regione Marche e del MiC – è un viaggio poetico e sensoriale che attraversa danza contemporanea, illusioni ottiche, luce, immagini e musica, dando vita a un linguaggio universale capace di emozionare spettatori di ogni età e sensibilità. Un’esperienza che sorprende, coinvolge e rimane nella memoria.

Fondata dal coreografo americano Anthony Heinl, alla guida della compagnia insieme alla danzatrice e coreografa italiana Nadessja Casavecchia, Evolution Dance Theater è diventata famosa, in Italia e nel mondo, per produzioni in grado di ipnotizzare, affascinare e divertire il pubblico di ogni età. In caduta libera fra immensità e solitudine, nella notte eterna dello spazio intergalattico, in Cosmos pianeti e stelle appaiono luminosi e seducenti. Spazi remoti, pieni di armonia e bellezza, sembrano voler dar forma ai sogni, creature ipnotiche e immaginifiche si muovono fra luce e oscurità. Tanto vagabondare ci riporta sul nostro fragile mondo, perso in un oceano cosmico vasto oltre la nostra più coraggiosa immaginazione. Un mondo in mezzo all’immensità dei mondi.

Gli artisti di eVolution Dance Theater sono selezionati fra danzatori, illusionisti, contorsionisti, ginnasti in grado di portare in scena spettacoli eleganti e potenti, sottolineati da illuminazione futuristica, effetti speciali, scenari interattivi, accattivante selezione musicale.

Anthony Heinl debutta giovanissimo e si forma al Boston Conservatory. Nel 2001 entra a far parte dei Momix come danzatore e poi assistente di Moses Pendleton. Dal 2006 è in Italia dove nel 2008 fonda la eVolution Dance Theater, di cui è direttore artistico, coreografo, danzatore e ideatore di scenografie e costumi.

Nadessja Casavecchia si forma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e alla Codarts di Rotterdam e dopo alcune interessanti esperienze entra nella compagnia austriaca IDADance di Linz. Dal 2009 è direttrice artistica, coreografa e danzatrice della compagnia eVolution Dance Theater.

Inizio spettacolo ore 21. Informazioni botteghino del Teatro Sanzio 0722 2281, AMAT 071 2072439.

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PESARO, ANNULLATO LO SPETTACOLO “BAR CALIFFO” DE L’ORCHESTRACCIA PREVISTO IL 15 FEBBRAIO

Per sopraggiunti problemi indipendenti dalla volontà di artisti e organizzatori, lo spettacolo Bar Califfo de L’Orchestraccia organizzato a Pesaro il 15 febbraio (Teatro Sperimentale) da Isolani Spettacoli nell’ambito di Playlist Pesaro, un progetto del Comune di Pesaro e dell’AMAT, è annullato.

Il rimborso dei biglietti si effettua entro giovedì 12 marzo presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto, presentando il biglietto originale. Per l’acquisto online la procedura è indicata nel sito vivaticket.com.

Informazioni: biglietteria del Teatro Sperimentale (tel. 0721 387548), dal mercoledì al sabato, dalle ore 17 alle ore 19.30.

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“BUON (NON) COMPLEANNO ROSSINI!” SABATO 21 FEBBRAIO AL VIA LE SETTIMANE ROSSINIANE 2026, APPUNTAMENTO ORMAI ISTITUZIONALE DEL CALENDARIO DEGLI EVENTI DI PESARO

Fino all’8 marzo, undici giornate per 23 proposte tra concerti, incontri, laboratori per i piccoli e visite guidate per tutti, ‘la musica delle moto’ e molto altro, nate da 26 realtà orgogliosamente unite nel nome di Rossini.

Al via sabato 21 febbraio, il calendario di iniziative per celebrare il Compleanno di Rossini nato il 29 febbraio 1792: una ricca proposta per andare alla scoperta di vita e opere di un genio assoluto. Ventitre gli appuntamenti previsti in diversi luoghi della cultura, con dieci concerti, numerose conferenze, un percorso per bambini a Casa Rossini, un djset di musica classica in Velostazione, una masterclass per cantanti lirici e pianisti accompagnatori, visite guidate al Museo Nazionale Rossini, la ‘musica delle moto’ storiche Benelli in tour per le vie del centro con esibizione finale e molto altro.

Insomma, le occasioni sono tante grazie alla partecipazione attiva di istituzioni e realtà – musicali e non solo – unite nel nome di Rossini: Comune di Pesaro, AMAT, Regione Marche, Ministero della Cultura, Fondazione Rossini, Conservatorio Statale di Musica G. Rossini, Rossini Opera Festival, Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive, Pesaro Musei, Museo Nazionale Rossini, Orologio Network, Ente Concerti, Orchestra Sinfonica G. Rossini, Filarmonica Gioachino Rossini, Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, Liceo Scientifico, Musicale e Coreutico ‘G. Marconi’, Orchestra Olimpia, WunderKammer Orchestra, CIMP Concorso Internazionale Musicale, Museo Officine Benelli, Coro Inclusivo Auser Rossini, Fondazione Marche Cultura, Fondazione Rete Lirica delle Marche, Comitato Provinciale Pesaro Urbino/Unicef Fondazione Ets, ARIGRAF (Associazione Italiana di Ricerca Grafologica), Urbico/Urbica.

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SILVIO ORLANDO PORTA IN SCENA “IL BERRETTO A SONAGLI” DI PIRANDELLO MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO AL TEATRO PERGOLESI DI JESI E DA GIOVEDÌ 19 A DOMENICA 22 FEBBRAIO AL TEATRO SPERIMENTALE DI PESARO

Un grande classico di Pirandello, Il berretto a sonagli giunge in scena al Teatro Pergolesi di Jesi mercoledì 18 febbraio e al Teatro Sperimentale di Pesaro da giovedì 19 a domenica 22 febbraio con l’interpretazione di Silvio Orlando nel ruolo del protagonista Ciampa e la regia di Andrea Baracco.

Lo spettacolo è proposto nelle stagioni teatrali realizzata dai rispettivi Comuni con l’AMAT e la Fondazione Pergolesi Spontini, con il contributo della Regione Marche e del MiC.

Beatrice Fiorica, donna della buona società siciliana, sospetta che il marito la tradisca con la moglie di Ciampa, modesto scrivano al suo servizio. Decisa a smascherarlo, si confida con la madre e con la cameriera e coinvolge il delegato di polizia Spanò, affinché intervenga. Convinta di possedere le prove, Beatrice denuncia pubblicamente l’adulterio, senza immaginare le conseguenze che il suo gesto può provocare. Ciampa, messo all’angolo, teme che l’onore venga compromesso e che la sua vita vada in frantumi. Per non diventare lo zimbello della città, è costretto a una soluzione estrema: far passare Beatrice per folle, così che la denuncia perda valore e l’ordine delle cose resti intatto.

«Pirandello – racconta il regista Andrea Baracco – non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto. Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio».

La revisione linguistica è a cura di Letizia Russo, Andrea Baracco. Accanto a Silvio Orlando in scena ci sono Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti. Andrea Lucchetta è aiuto regia, la scena è di Roberto Crea, i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis, sound designer Giacomo Vezzani, la produzione dello spettacolo è di Cardellino, in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano.

A Jesi al termine dello spettacolo, Luca Brecciaroli assessore alla Cultura del Comune, coordina l’incontro con la compagnia mentre a Pesaro per Oltre la scena la compagnia incontra il pubblico sabato 21 febbraio alle ore 17 presso il Teatro Sperimentale.

 

Informazioni: AMAT 0712072439 e circuito vivaticket, Teatro Pergolesi 0731 206888, Teatro Sperimentale 0721 387548. Inizio spettacoli ore 21, sabato a Pesaro ore 19, domenica a Pesaro ore 17.

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TUTTA L’ENERGIA DEGLI STOMP DA MARTEDÌ 17 FEBBRAIO AL TEATRO DELL’AQUILA DI FERMO E DA SABATO 21 AL TEATRO LA FENICE DI SENIGALLIA

Gli inimitabili ballerini-percussionisti-attori-acrobati di Stomp, dopo aver trionfato in tutto il mondo con le loro esibizioni che incarnano il teatro al massimo della sua seduzione ed energia, giungono nelle Marche: al Teatro dell’Aquila di Fermo da martedì 17 a giovedì 19 febbraio e al Teatro la Fenice di Senigallia sabato 21 e domenica 22 febbraio su iniziativa dei rispettivi Comuni con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC.

Ogni loro esibizione è un’occasione “da vivere” perché il pubblico con Somp non è un osservatore inerte, ma parte di un’esperienza coinvolgente, che riesce a parlare a ognuno in modo diverso, conquistando le persone più distanti per età, preparazione, passioni. Stomp trova la bellezza e la sua essenza nella realtà quotidiana e grazie alla perizia e alla spontaneità contagiosa dei suoi performer, il disordine, gli oggetti più banali, addirittura i rifiuti divengono fonte di stupore e strumento per creare una musica che porta messaggi ed emozioni positive.

Nata nel 1991 a Brighton dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas, l’irresistibile esperienza di Stomp vanta 30 anni di attività e successo nei più importanti festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, da Los Angeles a Tokyo, in oltre 40 paesi e con 5 formazioni internazionali fisse. Tra i premi, STOMP ha vinto un Premio Laurence Olivier per la Migliore Coreografia ed è stato nominato per il Premio Laurence Olivier come Miglior Spettacolo.

Senza trama, personaggi né parole, Stomp mette in scena il suono del nostro tempo, traducendo in una sinfonia intensa e ritmica i rumori e le sonorità della civiltà urbana contemporanea. Con strofinii, battiti e percussioni di ogni tipo, i formidabili ballerini-percussionisti-attori-acrobati di Stomp danno voce ai più “volgari”, banali e comuni oggetti della vita quotidiana: bidoni della spazzatura, pneumatici, lavandini, scope, spazzoloni, riciclandoli a uso della scelta, in un “delirio” artistico di ironia travolgente.

Stomp trova la bellezza e la sua essenza nella realtà quotidiana in cui viviamo. Trasforma scope in strumenti, battiti di mani in una conversazione, bidoni della spazzatura in percussioni; il disordine della vita urbana diventa fonte di stupore e ritmo contagioso. Sfidando continuamente ogni convenzione sui confini di genere, Stomp è danza, teatro e musica insieme. È un elettrizzante evento rock, un anomalo concerto sinfonico in stile “videoclip”: senso rapido del tempo, visualizzazione della musica, vortice ritmico nella scansione delle immagini. È una maestosa coreografia urbana, che possiede la furia ritmica e sensuale del flamenco e la precisione del gioco percussivo del tip-tap. È l’umorismo del cinema muto dato in prestito alla Pop Art. È comunicazione forte, diretta, capace di coinvolgere ed entusiasmare il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione. È sfida ecologica allo spreco urbano. È trasgressione heavy metal e satira antiinquinamento. È la violenza e l’intensità del ritmo che muove il mondo del Duemila. La loro missione? Liberare, attraverso il ritmo, i suoni più comuni e per questo più sconosciuti dell’epoca contemporanea.

La produzione dello spettacolo è di Stomp Productions Glynis Henderson Productions, in collaborazione con Terry Chegia.

Per informazioni: biglietterie circuito vivaticket, Teatro dell’Aquila 0734 284295, Teatro la Fenice 071 7930842. Inizio spettacoli: ore 21, Senigallia rappresentazione di domenica 22 febbraio ore 17.

 

 

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MARIANGELA GUALTIERI A PESARO, ARRIVA “UNA POETA IN CITTÀ” PER I 50 ANNI DI AMAT

Dal 23 al 27 febbraio Pesaro accoglie Mariangela Gualtieri per Una poeta in città, un progetto di Teatro Valdoca al suo debutto assoluto, realizzato da AMAT (per i suoi 50 anni di attività) e Comune di Pesaro nell’ambito di TeatrOltre.

Una poeta in città è un progetto, o meglio come nota Mariangela Gualtieri «un’idea o esperimento che parte dalla convinzione che la poesia possa entrare nelle nostre vite proprio come fa la musica, ogni giorno, come grande alleata che illumina, esorta, commuove o rallegra».

Realizzato a Pesaro per la prima volta, è ben descritto dalle parole della stessa Mariangela Gualtieri: «Che cos’è la città se non la porta dell’amore verso l’universo? E così partiamo dalla città, da questa comunità di gente che per caso o per destino nasce affiancata, in una stessa terra, dentro lo stesso paesaggio. Da tanti anni vengo a Pesaro. Arrivo, mi esibisco col teatro, con la poesia e l’indomani riparto. Ora c’è questa occasione bella di poterla abitare per più giorni. Incontrerò bambini, ragazzi, anziani, e un pubblico vario nelle due serate aperte a chi vorrà. E poi ciondolerò per i viali o sulla sua spiaggia, al mattino, la sera tardi, in un atto di fede nella presenza, nell’esserci anima e corpo in un luogo, aperta all’inatteso, anche io parte di questo insieme armonico che chiamiamo Pesaro. Perché tutto si tiene insieme nella città che è “porta dell’amore verso l’universo”, come dice il poeta Adonis: tutto vuole stare vicino, insieme abitare, imparare, fare acquisti, curarsi, incontrarsi e ora avvicinarsi alla poesia, a quella strana lingua in versi che adesso più che mai pare ambito di risveglio e di sapienza, atto politico verso il mondo. Sì, questo mondo che adesso ci spintona indietro, prima della gentilezza, prima della pietà e della misericordia, prima che le leggi fossero scritte, nel territorio aspro e inaccettabile del più forte. Voglio pensare che questa spinta all’indietro che impongono i violenti, i prepotenti del mondo, serva a uomini e donne di buona volontà per fare uno scatto verso un più acuto, più alto essere umani. E la poesia è il miglior luogo di covatura, di raccoglimento in noi stessi, di slancio. C’è tanto da fare per i pacifici».

Il progetto prevede una serie di incontri, laboratori e spettacoli in città con giovani ospiti di comunità di recupero, bambine e bambini delle scuole elementari, anziani ospiti in residenze sanitarie assistenziali e a tutti gli spettatori e le spettatrici.

Per il 24 febbraio è previsto l’incontro con i ragazzi de L’Imprevisto, comunità di recupero per giovani tossicodipendenti e devianti (definizione giuridica per chi ha commesso reati), mentre il 25 Mariangela Gualtieri conduce i laboratori Giocare con la Poesia con i bambini e le bambine della Scuola Elementari Giansanti (Istituto Comprensivo G. Gaudiano) e gli anziani ospiti della RSA Casa Roverella: «In questo mio laboratorio si gioca con la poesia. Si parte con un verso di qualche poeta eccellente e giocando si arriva a comprendere cosa davvero sia un verso, a sentirne la bizzarria e la potenza, la semplicità e la straordinarietà, la musica e il silenzio. Metterò poi al centro il mio Album per pensare e non pensare (Bompiani) che propone una serie di disegni appena abbozzati e a fianco parole che suggeriscono come completarli. Vengono distribuite alcune pagine dell’Album e ognuno con matita e colori può cominciare a creare il proprio libro di poesia figurata. Si giocherà infine con le sillabe, creando composizioni ritmiche insensate e buffe, alla divertente scoperta della metrica e dei suoi balletti».

Giovedì 26 febbraio, dalle ore 19 alle ore 21, la Sala della Repubblica del Teatro Rossini ospita L’arte di dire la poesia, incontro pratico condotto da Mariangela Gualtieri, in collaborazione con Centro Culturale Città Ideale. Una chiamata pubblica alla lettura di poesia, dove chi partecipa sarà invitato a dire il verso, in comunità provvisoria. L’incontro è gratuito, con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti disponibili.

«Sarà una gioia per me introdurvi come spero alle meraviglie della poesia orale – racconta Mariangela Gualtieri – e guidarvi in questo dire, ora più necessario che mai. È sempre un tempo felice quello che si trascorre insieme recitando e ascoltando i versi dei nostri poeti e poete, meditando e lasciandoci confondere dai loro molteplici significati, enigmi, entusiasmi, ombre, abissali silenzi. Spero di contagiarvi in questo ardore, fino ad arrivare a quello che Amelia Rosselli chiama l’incanto fonico. Contro la violenza e la guerra, le più savie maestre suggeriscono di praticare le virtù contrarie. Recitare una poesia, farlo semplicemente e bene, è ora un atto di cura di noi stessi e del mondo. La poesia è la migliore alleata e vale la pena farcela arrivare vicino, tenerla con noi, in noi, come un buon viatico e al momento giusto recitarla a chi ci è accanto, fare questo inconsumabile dono».

Per iscriversi e partecipare è necessario inviare una e-mail con nome, cognome e numero di cellulare a d.rimei@amat.marche.it. Non è possibile iscrivere più partecipanti da un solo indirizzo e-mail: ogni iscrizione deve contenere il nome di una/un sola/o partecipante. Le iscrizioni saranno accolte in ordine di arrivo, entro e non oltre le ore 12 di mercoledì 25 febbraio. Superato il numero di posti disponibili (pari a 100) sarà istituita una lista d’attesa da cui attingere in caso di rinunce.

La conclusione del progetto è il 27 febbraio al Teatro Sperimentale con Ruvido umano, versi presi dall’omonimo libro einaudiano e dalle prime scritture per il teatro, uno spettacolo con Mariangela Gualtieri che intreccia versi e musica elettronica, in un accurato lavoro con Lemmo e il suo universo sonoro e la regia di Cesare Ronconi.

Un manifesto, questo Ruvido umano, con un largo noi che tiene insieme i vivi, tutti, «quelli che hanno occhi, quelli che hanno ali, quelli con le radici e con le foglie, quelli dentro i mari». Versi presi dall’omonimo libro einaudiano e dalle prime scritture per il teatro. Dopo le vive esperienze con artisti come Stefano Battaglia, Mario Brunello, Uri Caine, Paolo Fresu, Silvia Colasanti e altri, Mariangela Gualtieri si avventura per la prima volta nell’intreccio fra versi e musica elettronica. Musica che impasta rumori, suoni, melodie in una scrittura ben connotata, nella quale la strana parola della poesia pare trovare il suo nido, la sua rampa di lancio, il suo precipizio, la sua pista da ballo, ma anche il suo più profondo silenzio. Un sodalizio felice questo fra Gualtieri e Lemmo, un’ulteriore sosta in quella soglia di ascolto che accorda la voce della poesia con la musica, verso un’intesa che resta ancora poco esplorata e più che mai invitante. Cesare Ronconi è intervenuto col suo piglio, sempre rispettoso ma severo, decisivo nei cambi di rotta e molto in ascolto. Sua la cura dello svolgersi di questo concerto.

La produzione dello spettacolo è di Teatro Valdoca, con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Cesena. Inizio spettacolo ore 21, informazioni e biglietteria 0721 387548, www.vivaticket.com.

Mariangela Gualtieri, poeta e drammaturga, comincia a scrivere versi in seno al Teatro Valdoca da lei stessa fondato insieme al regista Cesare Ronconi. Ogni allestimento di Ronconi la vede presente e partecipe, pronta a captare il giro di forze della scena e a dare ad esso parola. Fin dall’inizio cura la consegna orale della poesia – con letture di versi in Italia e in vari paesi del mondo – dedicando piena attenzione all’apparato di amplificazione della voce e al sodalizio fra verso poetico e musica dal vivo. La sua attività pedagogica è ininterrotta, con laboratori di lettura di versi al microfono.

TeatrOltre è un festival ideato e realizzato all’insegna della multidisciplinarietà dall’AMAT in 11 città delle Marche, palcoscenico ampio per le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei giunto alla ventiduesima edizione e realizzato con il contributo di Regione Marche e MiC a Pesaro, Fano, Urbino, Cagli, Fabriano, Jesi, Montalto delle Marche, San Benedetto del Tronto, Senigallia e Urbania.

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MACERATA FELTRIA, VENERDÌ 13 FEBBRAIO LA COMMEDIA UMANA DI DON ABBONDIO DELLA COMPAGNIA I GUITTI AL TEATRO BATTELLI

La Stagione del Teatro Battelli di Macerata Feltria – organizzata dal CTU Cesare Questa dell’Università di Urbino con il Comune di Macerata Feltria e la collaborazione di AMAT per la rassegna Teatri d’Autore, il contributo delle aziende EPTA gruppo, System Group, Moretti Compact, della Regione Marche e del MiC e della Provincia di Pesaro e Urbino – prosegue venerdì 13 febbraio con Don Abbondio: vaso di coccio tra vasi di ferro della compagnia I Guitti.

Dopo il successo della loro Locandiera, la storica compagnia bresciana torna al Battelli con uno spettacolo che non è la trasposizione teatrale de I promessi sposi bensì un attraversamento del romanzo che segue le tracce del Curato. Piccino e cordiale ma al tempo stesso meschino e repulsivo, Don Abbondio è il primo protagonista che il romanzo presenta, il sommo caratterista della commedia umana di cui Manzoni è scrittore e la Provvidenza regista prudente.

«È un onore che la famiglia Micheletti-Zampieri abbia accettato il nostro invito – dichiara Michele Pagliaroni, direttore artistico – Il loro “carro dei Comici” ha scelto di tornare nel Montefeltro e il calore del pubblico del Teatro Battelli è stato decisivo in questa operazione».

Lo spettacolo nasce da un’idea di Luca Micheletti, con la regia di Stefano Micheletti, in scena ci sono Stefano Micheletti, Francesca Macci, Alessandro Peli, Marianna Chiaramonte, Alessandro Balducci.

Per informazioni e prenotazioni: Teatro Battelli tel. 339 4106017 – info@teatrobattelli.it. Prevendite biglietti (da 10 a 18 euro) presso biglietterie circuito vivaticket. Biglietteria del Teatro Battelli aperta tutti i lunedì delle settimane di spettacolo dalle ore 15:30 e il giorno dello spettacolo dalle ore 19.30.

Inizio spettacolo ore 21.

 

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TEATROLTRE, VENERDÌ 13 FEBBRAIO A FABRIANO CECILIA SALA IN “UNA NOTTE A TEHERAN”

Con Una notte a Teheran Cecilia Sala porta in scena venerdì 13 a febbraio al Teatro Gentile di Fabriano l’essenza del suo podcast quotidiano Stories, prodotto da Chora Media. Il racconto giornalistico prende corpo, voce e spazio scenico, diventando un’esperienza capace di unire emozione e informazione. Lo spettacolo è proposto nel cartellone di TeatrOltre, festival ideato e realizzato all’insegna della multidisciplinarietà dall’AMAT con 11 città delle Marche, palcoscenico ampio per le più importanti esperienze dei linguaggi contemporanei giunto alla ventiduesima edizione.

Tra reportage e racconto intimo, Cecilia Sala attraversa la notte iraniana come un viaggio nella resistenza e nel desiderio, alternando sussurri e deflagrazioni. Lo spettacolo, diretto da Bruno Fornasari, prodotto da Be Water Live con la produzione esecutiva di He.art, è un racconto immersivo e contemporaneo che intreccia giornalismo narrativo e linguaggio teatrale.

Cecilia Sala porta in scena le testimonianze di una generazione di arrabbiati, che a lei si racconta con queste parole: «siamo come le sottoculture di una volta, come i gay negli anni Cinquanta in America, che avevano la loro lingua, il loro slang, i loro punti di ritrovo e i loro segni di riconoscimento – soltanto che in Iran il prezzo da pagare per muoversi fuori dalle regole è più alto. Ma ne vale la pena. La vita qui è già troppo dolorosa per arrenderti anche alla depressione calata dall’alto. Meglio prendersi il rischio di organizzare un concerto».

Nel corso dello spettacolo, Sala intreccia queste voci al proprio vissuto, toccando anche l’esperienza del carcere di Evin: «Evin è un posto che conosco già, attraverso le parole degli altri. Perché ho intervistato chi c’è passato prima di me. Perché ho studiato casi simili al mio. Avevo una fortuna: non c’erano sorprese. E una sfortuna: i precedenti che conoscevo non sono belle storie».

Un racconto in presa diretta da un paese che brucia. Cecilia Sala ci porta con sé in un viaggio tra le storie dell’Iran contemporaneo. Dalle feste clandestine nelle case alle proteste nelle piazze, dalla guerriglia nelle università alle parole soffocate dietro le sbarre del carcere di Evin. La narrazione dello spettacolo intreccia i viaggi di Cecilia Sala in Iran, e la sua storia, alle storie che ha raccolto sul campo, restituendo un ritratto potente di un paese in bilico e della generazione di arrabbiati che lo abita. In un dialogo tra parole e musica che è reportage, memoria e scoperta. Un’esperienza immersiva, dove la cronaca diventa teatro.

Le musiche dello spettacolo sono di Clap! Clap!.

Informazioni: AMAT 071 2072439 e biglietterie circuito vivaticket, biglietteria del teatro 0732 3644. Inizio spettacolo ore 21.

 

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PESARO, AL TEATRO SPERIMENTALE VENERDÌ 13 FEBBRAIO “WHITE ROOM” DI ADRIANO BOLOGNINO PER OPUS BALLET

Venerdì 13 febbraio al Teatro Sperimentale di Pesaro appuntamento con la stagione di danza realizzata dal Comune di Pesaro con l’AMAT e il contributo di Regione Marche e MiC. In scena la White room concepita dal giovane e promettente coreografo Adriano Bolognino, già premiato in numerosi contesti italiani e internazionali, per Opus Ballet.

In uno spazio astratto dove domina il bianco anche nei semplici e raffinati costumi e nella brumosa atmosfera che li avvolge, nove interpreti disegnano un paesaggio di corpi trepidanti, la “stanza bianca” dove rivive, ispirato dall’opera pittorica Il ritorno dal bosco di Giovanni Segantini. La creazione vuole approfondire gli aspetti emozionali dell’inverno, indagandone la trasposizione in forma di stato d’animo, ispirandosi all’opera di Segantini. Il quadro ritrae una dilatazione del tempo che, rallentando e tendendosi, mette in scena la fatica e la costanza dell’essere umano: una contadina trascina una slitta pesante in un paesaggio desolato circondato da montagne che sovrastano la neve cristallina. Ogni elemento pittorico contribuisce a rappresentare la tensione tra gli ostacoli connaturati all’esistenza e la forza umana che, in questo contesto, assume un carattere sovrannaturale. È proprio questa polarità a costruire un ponte tra l’universo contadino di Segantini e il nostro contemporaneo. Le difficoltà della vita ci propongono continuamente questa sfida, sotto forme diverse, ridefinendo i confini delle paure quotidiane e dei contesti in cui siamo esposti agli altri e costringendoci ad un lungo inverno dell’anima. In un manto nevoso, desolato, si accende dal nulla una fiamma. Anche l’inverno possiede i suoi colori, che nel gelo e nel silenzio possono essere ancora più dirompenti. Racchiusi tutti in un bianco candido. Dobbiamo solo riscoprirli.

Diretta da Rosanna Brocanello fin dalla fondazione, nel 1999, la Compagnia Opus Ballet è costituita da un nucleo stabile di danzatori professionisti che provengono da varie parti d’Italia e da diversi paesi nel mondo e ad oggi ha dato vita ad un vasto repertorio di produzioni.

 La danza è affidata a Giuliana Bonaffini, Emiliano Candiago, Matheus Alves De Oliveira, Ginevra Gioli, Gaia Mondini, Giulia Orlando, Riccardo Papa, Frederic Zoungla. Le luci dello spettacolo sono di Laura De Bernardis, assistente alla coreografia Rosaria Di Maro con il supporto di Rosa Coppola, i costumi di Santi Rinciari. La produzione di Opus Ballet è realizzata con il sostegno di Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni, Fondazione CR Firenze (Bando Abitante).

Al termine dello spettacolo, Francesca Pedroni, giornalista e critica di danza, guiderà il pubblico tra le sfumature dello spettacolo in un breve incontro con la compagnia.

Informazioni: Teatro Sperimentale 0721 387548, biglietterie circuito vivaticket. Inizio spettacolo ore 21.